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Romanzo
didattico del Dr. Alberto Lomuscio e
della Dr.ssa Lucia Colombo.
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INDICE |
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RICERCA
Sospinti
dal volo del vento perenne
i
navigatori solcavano l’acque
puntando
la prua smerigliata a ponente
anelando
a qualcosa che a lor così piacque
brillante
tra limpidi monti di ghiaccio
che in
mezzo alla candida spuma del mare
distesa
sul corso di fiumi immortali
invero
non smisero mai di cercare
Talor
disperando, soffrendo, gemendo
se l’astro
dorato spariva nel cielo
talor
sollevati, esultanti, frementi
se il
fior della luce sbocciava dal velo
di
tenebre oscure, gravose di morte.
La gioia
sgorgò dai lor petti sincera
nel
giungere esausti alla meta agognata
nel mesto
infuocato morir della sera.
Non
giunsero al sole, non ebber la fonte
conobber
le strade dei tempi intrecciate
or eccoli
ai piedi del monte maestoso:
ma sono
in realtà nelle terre sognate?
RIFLESSI D’ESTATE
Ormai
l'Anno Accademico volge al termine, e arriva il
solstizio d'estate, il giorno in cui gli allievi
lasciano il Castello per tornare per qualche
mese alle proprie famiglie. Quasi sempre i
docenti si fermano
ancora un paio di settimane per organizzare il
lavoro dell'anno successivo.
In mezzo ai saluti generali, quando i pullman
stanno ormai per chiudere le porte, Lucia saluta
Alberto:
-Ciao, Alberto, goditi anche tu un po' di
vacanza, te lo meriti-
-Grazie, Lucia, fai buon viaggio. E scrivimi, se
ti viene in mente qualche altro sviluppo-
-Stanne certo! A proposito, mi togli una
curiosità?-
-Volentieri- le risponde Alberto tergendosi il
sudore per il gran caldo.
-Perché non mi hai voluto dire il titolo di
quel libro di cui mi parlavi l'altro giorno?-
-Mamma mia, che babbeo che sono!- esclama
Alberto - Hai ragione! Stavo quasi per
dimenticarmene!- e
si inginocchia per aprire la borsa appoggiata
per terra.
Lucia lo vede rovistare rapidamente nella borsa.
-Ecco- le dice Alberto rialzandosi e porgendole
un libro - Tieni-
-Ma che gentile! Me lo avevi già preso tu!-
-Certo, cara Lucia! Ma guarda che se non ti
sbrighi il pullman parte senza di te!-
L'estate trascorre, serenamente.
Verso la fine d'agosto, pochi giorni prima della
ripresa delle attività didattiche al Castello,
Alberto riceve
una mail da Lucia:
<<Caro Alberto, ho letto con interesse il
tuo lavoro sul materno negativo, che
mi ha aiutato molto e mi ha anche permesso di
scavare nella mia Terra: ho così potuto
codificare una serie di cosette che erano li' ad
aspettare di essere riordinate; ne e' uscito un
po' di tutto: saro' il piu' breve ed il meno
confusa possibile.
Terra=giallo, bleah, questo e' un colore che mi
mette a disagio, qualunque
sia la sua sfumatura; pensa che l'ospedale sta
ultimando le nuove sale
parto, e le ha dipinte di un odioso giallo
'oriente' che mi innervosisce al
primo sguardo... curioso perche' io, se avessi
potuto, nella mia vita in
sala parto chissa' quanti popini avrei sfornato,
e tuttora mi emoziono ogni
volta che vedo nascere un bimbo, qualunque sia
la madre ed il cesareo...
insomma un bel contrasto tra il mio senso della
maternita' e quel
disgraziatissimo giallo!
Terra=dolce, ecco non e' che vada matta per i
dolci, preferisco il salato
(in questo periodo veramente non preferisco
nulla!). E poi nei dolci qualche
derivato del latte vaccino c'e' praticamente
sempre, il che mi mette un po'
di disagio nel dover dire di no (la storia della
mia intolleranza, ricordi?).
Terra=equilibrio, centro. Ehm ehm, non so se
sono poi molto equilibrata!
I miei colleghi mi vedono sempre molto materna
(e rieccoci) davanti ai
pazienti, molto tranquillizzante, ma non credo
di esserlo davvero. Quello
che e' certo e' che per tutti i colleghi che
bazzicano per la sala
operatoria io sono la mamma, anche se non sono
per nulla la piu' anziana o
quella con piu' figli. Dicono che ho questo modo
di fare molto protettivo,
delicato, 'sento' se qualcuno non e' in forma o
ha dei problemi e finisce
che confesso un po' tutti. E lo stesso accade
anche al campo di agility
dove i miei figli lavorano con i cani, dove
proprio mi hanno soprannominato
'la mamma'.
E forse ho gia' detto molto per quel che
riguarda il mio ruolo di madre:
adoro i miei ragazzi e per loro ho fatto, faccio
e sicuramente continuero' a
fare delle grandi pazzie: ho lasciato indietro
anche lo studio per quel
famoso concorso, ma mio figlio grande e' in
difficolta' per gli
esami di 5' elementare e il piccolo sta
affrontando i primi dolori
della vita (sono morti -avvelenati dal vicino- i
nostri due miciotti)
che lo hanno messo davanti alla... dura realta'.
Mi sto un po' perdendo e ho anche perso il filo
del nostro lavoro... e
sono sempre in difficolta' con i meridiani, nel
senso che i movimenti ho
l'impressione di 'sentirli' ma i meridiani no, e
pensa che mi capita di
trovarmi davanti all'atlante con i meridiani, di
seguirne il decorso per
vedere se nasce qualcosa, ma non succede proprio
nulla...sob!
Un abbraccio, grazie
Lucia
P.S.: A
proposito, hai più incontrato il nostro amico
Monaco?>>
Alberto si mette di buon grado al computer e non
tarda a risponderle:
<<Cara Lucia, la tua mail è ricca di
spunti di riflessione, e proprio per questo
preferirei parlarne di
persona, per evitare la freddezza della tastiera
e del monitor. Stai diventando talmente
prolifica che non esito
a dirti che ormai l’allieva sta superando il
maestro (beh, diciamo l’insegnante).
Per quanto riguarda il Monaco Errante, l'ho
incontrato tre volte quest'estate, e l'ultima
volta è stato
proprio ieri. Pensa che mi ha detto che vuole
invitarci a vedere dove vive! Gli ho chiesto
come mai, se è un
Monaco Errante, possiede un'abitazione, e mi ha
risposto ricordandomi che anche gli uccelli
migratori,
quando si fermano su un'isola, cercano un
riparo. Mi sono sentito un babbeo. Comunque, se
ho capito bene,
vive in una specie di grotta, una spelonca
vicino alla Fonte del Cielo Anteriore. Non vedo
l'ora che torni per
andarla a vedere.
Un abbraccio, Alberto.>>
Poco prima dell’atteso ritorno degli allievi,
ai primi di settembre, Lucia si fa precedere da
un’ultima
mail:
<<Caro Alberto, è incredibile come il ‘pensar
cinese’ stia entrando sempre più nel mio ‘essere
occidentale’… Di tante piccole e grandi
osservazioni che mi saltano fuori in
continuazione vorrei raccontarti
solo questa, che è poi forse quella che mi ha
più colpita e che magari è anche sbagliata: il
mio lavoro, quello
dell’anestesista rianimatore, non è forse un
LAVORO METALLO? Se sono fuori strada continua a
leggere,
se no cancella tutto. Cerco di essere sintetica
(mi sta aiutando molto, in queste ‘visioni’,
lo splendido libro di
Jodorowsky [14] che mi hai regalato).
Dunque: rianimare è ricominciare, restituire il
PO attraverso il polmone (prima) e poi il cuore;
la
manovra di intubazione nell’induzione dell’anestesia
è ancora la stessa cosa, ma oggi non mi viene
bene
questa spiegazione, perché quando ho avuto l’illuminazione
ero in chiesa e ascoltavo il prete che parlava
di
Dio che dà la vita, la toglie etc etc, e io ho
pensato che in un certo senso io faccio un
lavoro controcorrente o
contro natura o contro quello che vuoi, in
quanto io vedo la fine (l’arresto respiratorio
o cardiaco) e provo a
restituire il soffio vitale (sono pazza, vero?).
Se mi permetti di continuare su questa strada,
devo anche dire che, pur essendo finita a fare
il
rianimatore come punizione dopo una brutta
storia di mobbing che ho subito e che talvolta
si riacutizza
ancora, questo lavoro era tutto quello che
cercavo: io dovevo sapere cosa fare in quel
momento in cui tutto
finisce ma forse no, e come mi sono rialzata io
molte volte (metaforicamente a questo punto),
volevo dare
questo soffio vitale anche agli altri, e questo
lavoro che ho iniziato molto malvolentieri è
alla fine quello che
volevo nel mio profondo, ossia la fine e l’inizio,
l’alfa e l’omega, il Metallo e il Legno…
Glab, quando decido di essere sintetica
dimentico anche la punteggiatura e scrivo frasi
eterne… Inoltre
certe volte benedico il fatto che in questo
periodo comunichiamo via mail, così i miei ‘punti
deboli metallici’
(voce, cute) passano inosservati agli occhi (LEGNOOOOOOOO)
e all’udito (Acqua, va beh), ma non a
quella Quarta o Quinta Dimensione che ci
accomuna.
Poi volevo dirti che la tua risposta mi ha fatto
diventare più che rossa: non credo proprio di
superarti, né
ora né mai; credo invece che tu mi abbia fatto
un regalo preziosissimo, ossia una chiave
(metallica?) che
apre il lato in ombra (yin!) della mia vita.
Ormai è infatti automatico (ehm, quasi)
convertire e tradurre in
senso cinese ogni parola…e poiché dopo una
lunga notte di lavoro come quella appena
trascorsa la Lucia
non ha più censure né buon senso, confesso
anche questo: io ho una vera passione per le
scatole di latta:
inevitabile, no? (Apri, chiudi, nascondi, buio,…metallo).
Bacioni, goditi questi ultimi soleggiati giorni
di
vacanza, e riposati soprattutto, perché tra le
altre cose mi turba molto sapere che il tuo
inesistente tempo
libero lo impieghi anche per me. Io cercherò di
lottare con i meridiani, anche se mi capita una
cosa strana: ho
messo gli aghi pochissime volte, e solo a
marito, figli o amiche selezionatissime, però
alcune volte mi è
capitato che un punto mi ‘chiamasse’
(impossibile, vero?), e che semplicemente
schiacciandolo, il paziente
avesse la sensazione di un miglioramento (si
trattava di cefalea o di dolori osteoarticolari),
e poi andando sui
libri ho scoperto che non ero poi così fuori
dal seminato… Io comunque candidamente
confesso che non ho
assolutamente la padronanza, né teorica né
pratica, degli agopunti.
Bene, prima di andare a fare una passeggiata
tonificante post-notte con i miei cagnoloni,
credo e spero
che mi darai una sonora regolata e un
altrettanto sonoro ridimensionamento!!!
Bacioni, Lucia
P.S.: Mi
ero dimenticata di parlarti della mia
ultimissima esperienza, ossia un espianto di
cute: dunque,
nell'espianto ho assistito per la prima volta al
prelievo della cute:
tengo a precisare che non provo alcun disagio in
queste operazioni e credo
di aver visto e fatto in questo campo di tutto.
Durante il prelievo di cute mi sembrava quasi di
sentire questa Wei Qi che
veniva travolta e spazzata via, e da brava
metallina mi sembrava quasi di
sentire che qui la vera morte si faceva sentire
ed arrivava: non c'era piu'
quel velo protettivo, mah. Il piu' bello e'
stato poi che visto il mio
interesse, il chirurgo plastico che aiutavo mi
ha spiegato alcune cose sulla cute che
sicuramente i cinesi gia' sapevano, ma la cosa
per me piu' sbalorditiva e'
stata che ci sono diversi modi di riutilizzare
la cute espiantata a
seconda che sia 'viva' o 'morta'; ma anche in
quei casi in cui si 'lavora'
con cute morta (la parola che lui ha usato e'
stata 'secca')a seguito di
ripetuti trattamenti chimici, in modo non
spiegabile anche questa cute morta
'risorge' semplicemente con l'applicazione su
ulcere e letteralmente rivive,
sara' inspiegabile per gli occidentali ma non
certo per i cinesi, visto
quello che rappresenta la cute in questa
cultura! E’ proprio il Metallo che risorge!
Come al solito ho riletto e ho visto che non mi
pare di essermi spiegata
molto bene, ma non riesco a fare di meglio oggi,
appena puoi fammi pero'
sapere se ho capito quel che c'era da capire o
se sono andata per frasche!
La conclusione di tutto e' stata che siccome
l'espianto di cute puo' essere
fatto anche da non plastici, alle 3 (!!!
...parte il polmone...) del mattino
mi sono proposta come referente ed esecutore di
questa procedura all'interno
del mio ospedale, se mi capisci,...
l'"attrazione" era troppo
forte.>>
Giunge finalmente il momento del ritorno degli
allievi, quando le prime brezze d’autunno
rinfrescano gli
ardori di un’estate afosa e infuocata, e il
colore del cielo assume una tonalità più
limpida della nebbiosa
calura agostana.
L’anno accademico sta per riprendere, e molti
allievi giungono al Castello delle Energie
Luminose con
qualche giorno di anticipo, per ambientarsi e
meditare un po’, prima delle fatiche
invernali.
Ovviamente, Lucia è tra i primi a tornare,
desiderosa di riprendere gli studi e di rivedere
i suoi maestri,
ma soprattutto molto speranzosa di rivedere
quella carismatica figura che è il Monaco
Errante.
-Sai, Alberto- osserva Lucia quando rivede il
suo docente preferito – Mi siete mancati un po’
tutti,
quest’estate, ma ti confesserò che il Monaco
mi è mancato in maniera particolare: quell’uomo
ha veramente
il potere di farti sentire nella Quarta
Dimensione-
-Ti capisco perfettamente- le risponde Alberto
– Anche a me fa lo stesso effetto. Però è
importante che
la sua luce penetri dentro di noi, per evitare
forme di transfert o di idealizzazione-
-Giusto- conferma Lucia – altrimenti addio
effetto-Tao: si ricadrebbe nella più bieca
Terza Dimensione,
e si potrebbe ricreare l’effetto di
ammirazione che ogni fan ha per la propria star-
-Mamma mia, niente di peggio! Diverrebbe come il
tuo attore o il tuo calciatore preferito!-
sottolinea
Alberto con aria schifata
-Mi hai scritto che vuole portarci a vedere la
sua abitazione, se non sbaglio- gli ricorda
Lucia
-E’ così, infatti, ma non mi ha detto quando-
risponde Alberto
-Non voglio sembrarti ansiosa, ma perché non
proviamo a cercarlo oggi stesso?- propone Lucia
-Per me va benissimo: anch’io non vedo l’ora
di rivederlo!-
Alberto e Lucia decidono di inoltrarsi nel bosco
subito dopo pranzo, per sfruttare le ore di luce
che,
ormai, vanno riducendosi di giorno in giorno.
La Sala dell’Energia Acquisita non è molto
affollata per il pranzo: i docenti ci sono già
quasi tutti, ma
degli allievi ne sono tornati dalle vacanze solo
poco meno di metà.
-Se la godono, i tuoi compagni, vero Lucia?-
osserva Marco a tavola
-Eh, sì- risponde Lucia – evidentemente
vogliono sfruttare le vacanze fino all’ultimo
giorno-
-Ma lei è brava- interviene Roberto, versandole
del vino
-Brava e desiderosa di imparare- gli fa eco
Alberto con un sorriso – Ma non farmela
ubriacare, però!-
-Basta, basta!- si schermisce Lucia – Mi fate
arrossire!-
CONTINUA
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