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Rassegna stampa

Romanzo didattico del Dr. Alberto Lomuscio e della Dr.ssa Lucia Colombo.


INDICE


UN'ALLIEVA ALLO SPECCHIO


Arcobaleno sul ghiacciaio

Al termine della cena, Lucia si reca nella sua stanza per prendere il registratore: ha intenzione di farsi una bella passeggiata intorno al Castello, e per facilitarsi il compito, decide di registrare le sue impressioni, anziché scriverle.
Un venticello teso la costringe a coprirsi il capo con il cappuccio della felpa, anche perché il tempo si va rannuvolando. Seguendo il sentiero principale del bosco, detto Sentiero dello Yang Volteggiante, Lucia accende il registratore e comincia a parlare.
<<Mi chiedevi del ruolo di madre o di mia madre: io credo sinceramente di
superare l'esame di mamma, nel senso che credo che i miei ragazzi mi
darebbero una tranquilla sufficienza; il problema semmai e' a monte: io da sempre
dico che non so se ho dei nemici, ma se dovessi averne uno, quello sarebbe
mia madre, che nel tempo ha distrutto il mio carattere, le mie amicizie,
le mie idee, la mia opinione di me stessa, il mio orgoglio, la mia
femminilita', i miei risultati... pensa che e' arrivata a denunciare mio
marito! Ce n'e' abbastanza?
Io mi sono trovata annullata a 360°, spersonalizzata e ridotta ad una
nullita' intellettuale, personale e chi piu' ne ha piu' ne metta; in tutto
cio' mio padre e' stato il grande assente (sia fisicamente - era sempre
all'estero per lavoro e delegava mia mamma - sia proprio come figura),
non mi ha mai protetta, mai difesa, mai incoraggiata. Da tutto cio' come per
miracolo e' sempre uscita la figura di mio fratello (lui bravissimo,
intelligentissimo, ubbidientissimo, fidatissimo e io una nullita').
Addirittura la mia dolce mammina si faceva premura di telefonare ai genitori
dei miei pochissimi amici per avvisarli che io ero pazza e pericolosa e
che quindi andavo evitata!
Ho cominciato a vivere anni dopo il matrimonio, mettendo 40 km fra me e
la mia famiglia, ma soprattutto cambiando tutto il giro di conoscenti e di amicizie:
forse riesci ad immaginare quanto sia stato difficile lasciare le amicizie
e ricominciare -o cominciare?- da capo!).
Ecco qui in rapidissima successione il peso maschile (ho sempre assolto
mio papa' ben sapendo prima inconsapevolmente e poi con decisione che lui era
responsabile almeno quanto mia mamma nei miei confronti) ed il rapporto
con mia madre. Tra l'altro nulla e' cambiato, nemmeno quando sono diventata
mamma a mia volta, anzi se possibile e' anche peggiorata la situazione!
nessun aiuto, nessun consiglio, niente niente niente, ma cattiverie e
dispetti di tutti i tipi, questo si'; ma con i figli di mio fratello no:
loro hanno tutto da mia mamma, vestiti, assistenza (e mia cognata non
lavora), soldi, alimenti, la casa GRATIS, regali ecc ecc. e io da mamma
vedo nei miei figli queste differenze, sento il loro disagio, sento che
percepiscono queste differenze... ma ora basta! Ti ho annoiato e ho messo ben poco di filosofia cinese in tutto quello che ho scritto, se non che il mio corpo parla e anche chiaro, e ha la memoria della mia vita!
Ma i meridiani come si fanno a 'sentire'? Ha un senso che l'altro giorno
mi e' comparsa una orrenda manifestazione allergica (credo da patata) lungo
il decorso 'sternale' di VC? [11]>>

Lucia sta per spegnere il registratore, quando una profonda voce baritonale vi resta incisa:
-Beh, vuol dire che la patata è lo strumento per sentire i meridiani-

Lucia si guarda intorno, felice per aver riconosciuto la voce del Monaco, ma nonostante l'argenteo chiarore della luna, non vede nessuno.
-Dove sei? Non ti vedo!-
-Non importa, Lucia- le risponde il Monaco nascosto fra gli alberi. Questa sera non mi posso fermare!-
-Perché non puoi?- domanda Lucia, delusa.
-Sto inseguendo il mio Sé! Finalmente l'ho intravisto sgattaiolare tra i cespugli, e non voglio lasciarmelo sfuggire. A presto, Fili d'Oro!-
-Allora, buona fortuna- esclama Lucia strizzando gli occhi nell'inutile tentativo di vederlo. Poi si affretta a tornare, perché cominciano a cadere le prime gocce di pioggia.
La mattina seguente, Lucia riesce finalmente a seguire una lezione di Alberto. Dopo una lunga dissertazione sullo Shen, si sta ora parlando di un caso clinico di cefalea da meridiano curioso Yang Wei, e il discorso cade sui rapporti tra questo meridiano e le meteoropatie, considerata l'elevata sensibilità al maltempo del paziente in questione.
Ad Alberto viene in mente un'esperienza personale che collega il caso clinico che sta spiegando con le meditazioni sul Metallo che Lucia sta approfondendo. Lanciandole un'occhiata d'intesa, così si esprime:
-Ora vi dico cosa mi è venuto in mente in questi giorni di brutto tempo, a proposito
della mia meteoropatia, sempre per stare sull'argomento del "sentire":
io sono meteoropatico perchè ho il metallo debole, e amo l'azzurro perchè
ancora una volta il metallo è debole (l'azzurro è metallo, è cielo, anche
come trigramma), quindi cerco e amo la secchezza, e odio l'umidità; quando
il cielo è scuro e nuvoloso, si chiude il 2 polmone (la "porta delle nuvole"!)
e l'angoscia ristagna nel petto, dando depressione, pesantezza e astenia
(il metallo è maestro dell'energia!). Non sarà una grande illuminazione,
ma non tutte le illuminazioni sono grandi.-

Al termine dell'esercitazione, Alberto si avvia verso la Sala della Luce dello Shen per navigare un po' su Internet prima di pranzo, e Lucia gli trotterella al fianco per esporgli tutte le riflessioni che la lezione la ha suggerito.
-Sai, Alberto- esordisce Lucia -mi hai messo in crisi con il tuo modo di sentire i meridiani
(perche' io sono ferma ai movimenti?) e poi perche' per quanto mi riguarda, questo e' un brutto periodo. Gia' ti dicevo quello che per me e' la primavera (pensa, ho
realizzato che non ho mai avuto un 'vero' abbigliamento primaverile, come
se per me questa stagione non esistesse, come se mi trovasse sempre impreparata
o inadeguata e comunque incapace di adattarmi; in primavera non c'e' mai
nulla che mi vada bene: non mi adatto ai cambiamenti di temperatura, al
sole che mi da' fastidio agli occhi....), lo scoprirsi, il riavviare un certo
tipo di contatti interpersonali (in primavera tutti hanno voglia di parlare
e di farti parlare!); ecco, della primavera, contrariamente a te, mi piace
il temporale, la pioggerellina che mi permette di rinchiudermi (in casa
e in me stessa) e non mi costringe a cambiamenti di abito, di abitudini, di
orari... che bella confusione! Il senso di depressione, se vogliamo
chiamarlo cosi', e' legato proprio a questi cambiamenti forzati (per me)di
'apertura'; e in tutto cio' arriva una 'grana' di lavoro.
Per farla breve, il mio ospedale ha deciso che chi non ha la specialita'
deve prendersela (io ne ho una in una disciplina diversa); contatti, accordi,
giri di favori fra i grandi capi e noi misere pedine; ci sono due posti
(noi siamo 6!!!!!!), ci accordiamo fra noi e forniamo i nomi dei primi 2
candidati (scusa se sono prolissa ma mi sembra necessario). Ma ecco che
i posti diventano 3, i miei splendidi colleghi fanno il mio nome per questo
3° posto e il primario e' contento di questa 'solidarietà'' fra i suoi!; tutto
OK, sono proprio tutti tutti tutti d'accordo (primario, direttore di
specialita', ASL,..) anzi no, la solita collega invisa a tutti che fa?
trova un giro alternativo, ignorando bellamente di avere sopra la testa
primario ecc ecc e si trova una bella raccomandazione. Tutto qui, il
primario non sa che fare e dice 'vinca il migliore, ma tu Lucia ti devi
presentare'; ma io odio queste scorrettezze, odio chi non sa fare nulla
senza raccomandazioni, odio chi e' falso, odio le lotte intestine e questo
tipo di competizione e soprattutto odio dovermi studiare 5800 (SIC!) quiz
per competere con chi sa gia' quali saranno le domande; non so se avrei
accettato una cosa del genere anni fa, ora sicuramente no. Chissa' se in
tutto cio' entra in gioco anche il mio metallo..... il metallo si piega
con il fuoco, se c'e', se no si spezza: fatto sta che sono proprio giu' e stanca, non ho fuoco, non ho passione, ardore, grinta (per la verita' questi sentimenti nella mia vita li ho sempre centellinati per paura di offrire il fianco, ma anche per evitare di
'sentire' (to feel!), se no sarebbe stata durissima sopravvivere per esempio
con un nemico ferocissimo in casa come e' sempre stata mia mamma! -
La risposta di Alberto non si fa attendere:
- Ma non capisci che ti stai aprendo un mondo nuovo (primaverile?) e stai scavando in te stessa, stai cioè cercando la tua "cava di metallo" nascosta nella tua terra profonda (non trovi?). E forse stai per "portare alla luce" (dallo yin allo yang) le bolle che
giacevano nascoste nello stagno della tua esistenza: ma ti accorgi che stiamo
facendo una specie di "analisi on-line"? Dai, che stai "uscendo dall'uovo",
piccolo pulcino!-
-Vedo che stai diventando galante come il Monaco!- gli fa notare Lucia
-Vuol dire che sono un bravo allievo- ribatte Alberto
-Devo preoccuparmi se non riesco ancora a sentire i meridiani?
-Non ti preoccupare per i meridiani: il fatto che tu "senta" i Movimenti è già moltissimo. Riguardo alle contraddizioni di madre, penso che tu possa trovare molti spunti di riflessione in un lavoro che ho portato al Congresso Italo-Francese qualche anno fa [7], che tratta proprio dei problemi legati al materno negativo e al materno positivo- le dice Alberto porgendole un foglietto con il titolo del lavoro e accennando a entrare in
biblioteca, ma Lucia gli si para davanti per impedirglielo.
Alberto la guarda stupito, e prima che le possa chiedere il motivo, è Lucia stessa che spiega:
-Scusa, non voglio farti perdere tempo, ma adesso mentre parlavi viaggiavo a ruota libera ripensando alla splendida lezione che hai appena fatto…-
Alberto la interrompe: -Cos'è, stiamo facendo a gara a chi dice più galanterie?-
- Non sto scherzando, Alberto: - spiega Lucia –mi sembrava quasi che certe cose tu le avessi dette per me (che modesta.…). Seguimi, che vado a ruota libera:
Terra: ho scoperto di avere un padre e un fratello terra, non per le
caratteristiche terrene (a parte un'allergia di mio fratello) ma perche'
mi hai fatto guardare un gradino piu' su, e cioe' l'aspetto computer connaturato con la Terra, mio papa' e' statistico e mio fratello insegna matematica pura all'universita', come anche l'aspetto 'centro'; mi spiego: entrambi ritengono di avere in mano, io
la definisco presunzione, la giustizia, la loro, non il giusto, ma la loro
giustizia, e giudicano e puniscono, e non sai quante volte sono finita
nel loro mirino, loro perfetti, anche in senso matematico, io imperfetta
inadeguata fallita (sono certa che tutti i giorni si chiedono chi siano
quei deficienti, nel senso di mancanti di intelletto, che mi danno fiducia nel
mio lavoro); entrambi si pongono sempre al centro di tutto, con la certezza
di poter ordinare ogni cosa ed ogni persona a loro piacimento, perche'
appunto loro hanno in mano la giustizia e ogni loro giudizio e'
insindacabile. E allora ho cominciato a dirmi: Lucia, per fortuna che
sei un metallo che raccogli ed incameri, se no....
Dicevo che non succedera' mai che io mi apra: una volta l'ho fatto, mio
malgrado, e uno Shen allo stato puro senza freni e senza condizionamenti
si e' sprigionato (avevo 20 anni, soffrivo, mi confrontavo con gli altri e
non capivo la mia realta') da me. Risultato: pronto soccorso, il medico fiuta
il problema ma non mi puo' parlare per la presenza incessante dei miei, consiglia un
colloquio con lo psicologo; e qui la felicita' di mia mamma e forse anche
di mio papa' ha toccato il cielo: finalmente c'era qualcuno che diceva davvero
che ero pazza, c'erano voluti 20 anni ma alla fine era successo! Spedita
dallo psichiatra decido di fidarmi, mai successo prima, anche se non
racconto quasi nulla (i miei volevano un rendiconto dettagliato dei
colloqui, da me e dal medico) non ero ancora tanto smaliziata: ne esce
che mi manca la figura materna (MA VA?) che io ho un po' sostituito con quella
di una zia. Benissimo, chiamati i miei a raccolta e messi in qualche modo
davanti alle loro responsabilita', mio padre dice la famosa frase: se piove
e' colpa del Governo. Fine. Tradita ancora da chi credevo potesse aiutarmi,
fine dei colloqui con lo psichiatra e nuovo isolamento, figurati, adesso
mia mamma era proprio contenta di telefonare ai miei amici per dire di evitarmi
perche' ero pazza e pericolosa...Forse mollero' le redini, e con queste il controllo, ma dovra' succedere qualcosa di molto grosso: i miei che capiscono quello che mi
hanno fatto, che mi vedono per quello che sono e che mi apprezzano nonostante
mio fratello sia furbissimo nel metterli contro di me, oppure i miei che muoiono,
ma la morte e' definitiva e non lascia il tempo per le spiegazioni.
Sogni (incubi?): due ricorrenti fino a qualche anno fa, ora, forse da
quando mi sono chiusa ancora di piu' non ho memoria di sogni. Il primo:
situazione di pericolo, io urlo, no, non urlo perche' non mi esce la voce
(piu' chiaro di cosi'...); secondo: io malata, allettata sogno qualcuno
che mi curi o che almeno sia dolce con me (quando ero piccola e mi svegliavo
di notte, chiamavo, come penso tutti, la mia mamma: ha sempre risposto mio padre,
senza mai alzarsi dal suo letto, dicendo 'la mamma ha sonno deve dormire'.
Fine: mio fratello ha dormito nel famoso lettone fino a 14-15 anni, io
mai.
Veramente quando e' nato mio fratello, io avevo 2 anni, sono stata messa
a dormire in corridoio (dove tra l'altro faceva freddo), e mi ricordo bene
che mi svegliavo con i dolori, credimi, e' forse uno dei ricordi piu' indietro
nel tempo e piu' nitidi che ho.
Mamma, mia mamma, questa e' fresca; alleva pastori scozzesi, io come
sai adoro i cani e i miei figli lavorano con i cani, le chiedo se dalla imminente
cucciolata, in caso 'avanzasse' mi lascia una femmina nera (pagando, e'
chiaro): non so se mi crederai se ti racconto come e' finita, ma i
cuccioli... 'sono morti' tutti e 7, mai successo prima, sarebbe stato troppo
regalarmi questa felicita'. Ti rendi conto? dove e' la pazzia ora?-
-Perbacco, Lucia, prendi fiato!- scherza Alberto invitandola con un cenno a entrare in biblioteca.
-Hai ragione, ti ho recitato la Divina Commedia! Ma voglio farti un'ultima domanda: cosa mi dici della tua voce? e poi e' proprio dei metalli questo bisogno di 'dare' esaltato all'ennesima potenza? in un modo diverso, ma anche io sento di dare molto piu' della media a pazienti, amici o comunque a chi sento averne bisogno, come te a lezione che ti consumi....per me dare e' stato anche un modo per controbattere alle accuse
di mia mamma e dimostrare che non ero pazza; il fatto e' che anche adesso che credo proprio di non esserepazza continuo a dare e a darmi...-
-Sediamoci pure, Lucia- le dice Alberto accomodandosi davanti a un computer
-Abbiamo una mezz'ora abbondante prima del pranzo.
-Volevo fare una considerazione sulla prima parte del tuo discorso, quella in cui mi parlavi di padre e fratello-terra: mi ha fatto venire in mente che per definire una situazione o una persona terra, o metallo, o altro, non sempre ci si deve basare solo sugli aspetti classici dei 5 movimenti, ma su una sorta di "visione d'insieme", proprio come hai fatto tu con tuo padre e tuo fratello: mi complimento con te, e trovo che hai
imboccato proprio la strada giusta.
Per la storia dello psichiatra: forse quello che ti ha salvato è proprio
il tuo essere metallo: forse non c'era altro modo per evitare di star male
davvero e perdere la fiducia nella vita: voglio dire che a volte una nostra
tipologia psichica ci fa soffrire da un lato, ma ci salva dall'altro: è
come se il tuo essere metallo fosse "il prezzo da pagare" per salvarti,
o perlomeno per sopravvivere.
Per i sogni, penso che si commentino da soli [12].
Quanto ai cani, mi sembra chiaro anche qui: il cane è fuoco, anzi, di
più: è fuoco ministro! Come fa un metallo negativo come tua madre a darti
del fuoco buono? E' impossibile!!! Lo vedi che si tratta di un destino?
Però, se non puoi cambiarlo, perlomeno puoi capirlo. E non è poco, credimi.
La mia voce? Certo che è dei metalli dare fino a consumarsi, ma io ho
anche tanto fuoco nei miei temi natali: sia l'entusiasmo dell'intestino
tenue che il fuoco dell'amore universale (cane=fuoco ministro).-
Lucia è entusiasta di come si va sviluppando il discorso, e aggiunge:

- Questo brainstorming sta dando i suoi risultati, e se e' vero che quello
che ti ho raccontato non e' per me cosa nuova (anche se tutto o quasi e' stato
pian piano incasellato, archiviato e dimenticato) e' anche vero che mai avevo raccontato tutto a una sola persona ( a parte mio marito): la mia voce 'malata' e' il segno
di questo fuoco che prova a dar segno di se' ma che e' schiacciata dal metallo,
e non e' un caso che succeda in maniera cosi' eclatante ora, anche se e' qualche
anno che la mia voce... non e' piu' la stessa.
Come dici tu, fuoco e metallo, metallo e fuoco: chi vincera'? riusciremo
a scoprirlo? il maestro, con la sua maieutica, riuscira' a far crescere questa
sua allieva?
E poi, quando all'inizio di questo viaggio io dicevo che per me sarebbe stato
doloroso aprire il coperchio della mia vita non pensavo che il mio fisico
reagisse anche con segni tangibili ed arrivasse ad esprimere in maniera così
'cinesemente' chiara il suo disagio, tu senz'altro gia' sapevi ed aspettavi...
Adesso, mi sento dire che ho la voce metallica... sorrido e penso
che questi cinesi sono stati davvero bravi!-
Anche Alberto è soddisfatto del percorso che la sua cara allieva ha intrapreso, e alzandosi per avviarsi alla sala da pranzo, commenta:
-Cara Lucia, ormai siamo arrivati a svuotare quasi del tutto il famoso "vaso
di Pandora". Dico quasi, perchè penso che ora tu sia matura per leggere
un libro che, se ti avessi proposto prima, sarebbe stato da te giudicato
a dir poco demenziale: ora non più, perchè, anche se forse non te ne rendi
conto, hai capito che cos'è il linguaggio dei simboli (la tua gola te lo
ha chiarito), e soprattutto hai capito come due spiriti (in questo caso
i nostri) possono comunicare "au niveau du ciel", ossia oltre le parole,
oltre la logica,oltre la materia. Non ti dico che libro è, per il momento,
e capirai perchè.
No,cara Lucia, non pensare che io sapessi tutto "in anticipo": semplicemente
non avevo fatto programmi, e queste nostre chiacchierate potevano finire
in niente.
Ma ci ho creduto. E tu pure.
E questa è l'unica cosa che conta: crederci, fino in fondo, perchè, come
dice Coelho ne "L'alchimista" [13], "Quando si desidera qualcosa con cuore puro,
tutto l'Universo cospira affinchè si verifichi": questa è sincronicità, questo è galleggiare felicemente in quarta dimensione.-
Dopo pranzo, il sole torna a fare capolino tra le nuvole, e un leggero vento di ponente asciuga rapidamente l'erba e il fogliame.
Lucia decide di fare due passi all'aperto, e si incammina lungo un sentierino secondario  del Bosco, fermandosi a un certo punto di fronte a uno spettacolo straordinario: uno splendido arcobaleno sembra quasi adagiato sul ghiacciaio dell'Arborescenza delle Luci.
Mentre osserva ammirata quello spettacolo della natura, Lucia vede in lontananza la snella ed elegante figura del Monaco Errante che le si avvicina.
E' Lucia che prende la parola per prima:
-Maestro! Hai visto che spettacolo?-
-Mia cara, sembra quasi che il Cielo voglia commentare l'intuizione di Alberto di ieri!-
-E' vero! Mamma mia, caro Maestro, che bella figuraccia, lui a parlare di Quarta Dimensione e io a sfogarmi sulle stupidate terrene, ma poi ho realizzato anche che sono davvero una metallina, mi spezzo ma non mi piego proprio! davvero ci vorrebbe un po' di fuoco o almeno di tepore, un po' di yang insomma a riscaldare questo cuore
gelato per smussarlo un po'.... questa non e' ancora 4' dimensione ma e'un
po' piu' su di quello che raccontavo stamane! e, se non altro, e' una
dimostrazione ulteriore, se ancora fosse necessario, della legge nonno nipote
ecc ecc, della durezza del metallo che e' davvero 'inscalfibile' senza il fuoco....
E sai, sono rimasta veramente senza parole per il discorso sul cane: e' da tempo che
inseguo il sogno di avere un cane MIO, inteso quasi come un bisogno fisico, ma siccome sono prima di tutto mamma terra, ho pensato ai miei ragazzi, e cosi' pochi giorni fa e' entrato in famiglia il nostro secondo cane, per il mio bimbo piu' piccolo che finora aveva
sempre lavorato con il cane della sua maestra; chissa', forse ci sara' spazio
anche per un cane tutto mio, la casa e' grande, lo spazio e l'amore per gli
animali non ci manca... pero' tu puoi immaginare quale stato di serena
beatitudine e di 'caldo' (davvero!) mi trasmettono questi due animali.
Proprio non sapevo che il cane fosse cosi' fuoco e cosi' caldo ( ma dove si
trovano queste fantastiche informazioni che ti fanno amare il mondo e ti
fanno quadrare la vita?)
-Lucia, Lucia! Tra poco farai un bilancio e ti accorgerai che rispetto al punto da cui sei partita qualche mese fa è come se ti fossi spostata di mille miglia: queste esperienze ci cambiano, non nel senso che ci modificano, ma nel senso che ci fanno "quadrare" (ti
sei accorta che il quadrato è Terra?), ossia "centrare". Forse l'obbiettivo
all'inizio non era questo, ma quando si parte non si sa dove si va a finire,
se si è viandanti del tempo-
-Tu lo sei, un viandante del tempo! Ma io…- inizia Lucia, ma il vecchio canuto la interrompe:
-Mio piccolo passerotto, i viandanti del tempo sono quelli che hanno il cuore gonfio di domande, non i sapientoni-, e nel pronunciare queste parole le porge un foglio arrotolato 
-E questo che cos'è?- chiede Lucia, ma il Monaco è già ripartito verso il suo quotidiano destino.
Prima che sia troppo lontano, Lucia gli chiede:
-Maestro, hai poi trovato il tuo Sé, l'altra sera?-
Per tutta risposta, il vecchio alza le braccia, senza voltarsi, ed esclama:
-Leggi!-
Lucia apre cautamente il rotolo: contiene una poesia e una foto

CONTINUA



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