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Rassegna stampa

Romanzo didattico del Dr. Alberto Lomuscio e della Dr.ssa Lucia Colombo.


INDICE


IL POTERE DI MAYA 

La mattina trascorre serena tra le solite attività didattiche, e poco prima del pranzo Lucia raggiunge Alberto brandendo soddisfatta dei fogli scritti a mano.
-Ci sto prendendo gusto! Guarda quanti appunti ho scritto stamattina!- esordisce Lucia.
-Bene! Stai facendo un viaggio al centro di te stessa, a quanto pare- risponde Alberto, appoggiando su un ripiano la sua borsa.
-Proprio così! Ed è anche molto divertente. Posso lasciarteli?- gli chiede Lucia porgendogli i fogli.
-Volentieri! Oggi pomeriggio non avevo nulla da fare, e pensavo di farmi una passeggiata lungo il torrente dello Yin Primordiale. Li leggerò strada facendo-
-Molto bene, così stasera mi dici cosa ne pensi. A più tardi-
Quel pomeriggio, Alberto si incammina lungo il torrente, diretto verso la non lontana sorgente, chiamata Fonte del Cielo Anteriore.


La Fonte del Cielo Anteriore

Ogni tanto si ferma nel paesaggio assolato, a osservare incantato la maestosità della catena montuosa che sovrasta il Castello, detta Gran Drago di Giada. Pensa che prima o poi troverà il tempo per fare una bella escursione fino al ghiacciaio più grande, chiamato Arborescenza delle Luci per i suggestivi scintillii che emana quando è illuminato dal Sole, tanto da scomporre la luce nelle varie tonalità dell'arcobaleno.


Arborescenza delle Luci

Se ne sta lì, fermo, quasi in estasi, con i fogli in mano, e comincia a seguire un filo di pensieri confusi, ancora incerti, ma che pian piano vanno prendendo forma, mentre osserva i giochi di luce del ghiacciaio, che creano riflessi vagamente colorati.
-A ben pensarci- ragiona Alberto fra sé e sé -la luce del ghiacciaio è bianca, ma a seconda della posizione del Sole assume varie colorazioni, quasi come se la luce originaria venisse suddivisa nelle sue componenti… E' come se il ghiaccio facesse da…-
-Da prisma?- gli suggerisce una voce alle sue spalle.
Alberto ha un brusco sussulto, e si volta di scatto. Dietro a lui, un vecchio con la barba bianca e un bastone.
-Ma tu…- balbetta Alberto, stupefatto.
-Esatto- risponde quegli - Sono il Monaco Errante-
-Ma come hai fatto a capire quello che stavo pensando?-
-Oh, caro mio…- fa il Monaco accovacciandosi sull'erba. -Sapessi quante cose si imparano quando si comincia a usare gli occhi per guardare DENTRO, anziché fuori…-
-Tu devi essere un grande Maestro- Osserva Alberto -Sento intorno a te un'energia luminosa e pura!-
-Piano con i complimenti, amico mio, se no rischio di non trovarlo mai più il SE'! Finisce che torno indietro nell'IO-
-Scusami… si schermisce Alberto sedendosi a terra accanto a lui.
-Ascolta, Alberto: mi piace il tuo sguardo. Penso che tu sia uno che cerca. Ma ti dò un consiglio: d'ora in poi sforzati di volare più in alto-
-Cosa vuoi dire?- chiede Alberto spostando leggermente il bastone.
-Diventa piuttosto uno che trova- ribatte secco il Monaco
-Ma io…- accenna Alberto perplesso, mentre il vecchio lo interrompe:
-Senti me: la tua illuminazione, quella di poco fa del prisma, è molto interessante. L'illuminazione non è solo una semplice intuizione- spiega il Monaco.
-Hai ragione- ammette Alberto -e infatti ai miei allievi spiego spesso che, mentre l'intuizione è conoscenza immediata, l'illuminazione è contatto diretto con la Verità: in pratica, l'intuizione è ancora Legno, mentre l'illuminazione è Fuoco-
-Perfetto- gli fa eco il vecchio, mentre una leggera brezza gli scompiglia i candidi capelli e la lunga barba -E per essere più precisi, l'illuminazione è il centro esatto del Fuoco, ossia è il mezzogiorno del solstizio d'estate…-
-Hai ragione, ecco perché le illuminazioni durano solo un attimo. E' un istante fugace, quasi come un lampo!- lo interrompe Alberto.
-C'è questo concetto in un esagramma dell'I King, ora che ci penso-
-E' il numero 30, infatti- prosegue il Monaco -E ti dico di più: come esiste l'illuminazione al centro esatto del Fuoco, così al suo opposto, al centro dell'Acqua, esiste la controilluminazione-
-Controilluminazione?- chiede Alberto agitando una mano per cacciare un calabrone di passaggio. 
-Esatto: Controilluminazione. Ti ricordi quando, poco fa, hai avuto la rivelazione del prisma? E' una sensazione immediata, ma che non riesci a esprimere con le parole. La controilluminazione è un portare nell'acqua, ossia dare forma e radici a quella sensazione-
-Faccio fatica a seguirti- sussurra Alberto seguendo il pigro volo circolare di un falco sopra di lui.
-Ti faccio un esempio, riportandoti le riflessioni di un grande saggio americano, Joseph Campbell [8]: <<in India, il termine 'illusione', "maya" (dalla radice verbale "ma", 'misurare, formare, creare, costruire, esporre, mostrare'), si riferisce sia alla potenza che genera illusione sia all'illusoria apparenza stessa. L'arte del mago, ad esempio, è maya; e lo stesso vale per l'illusione che egli crea. L'arte dello stratega militare, del mercante, dell'attore, del ladro: anche tutto questo è maya. Maya è un'esperienza di fascinazione, d'incantesimo; e, specificamente, di fascino femminile. C'è un proverbio buddhista, a questo proposito: 'Fra tutte le forme di maya, quella femminile è la forma suprema' ". Possiamo dire che abbiamo il mondo di ciò che non è mondo: il Giardino dell'Eden prima del mondo della dualità, il mistero trascendente, Poi abbiamo il mondo delle cose: il mondo della dualità e della molteplicità, della maya, dove abbiamo smarrito il rapporto col trascendente. Maya è quel potere capace di trasformare il trascendente in mondo. Come principio cosmogonico - e come principio personale femminile - maya possiede tre poteri.
1. Un potere che vela, o nasconde, il 'reale', il carattere interiore, essenziale delle cose. Perciò, come leggiamo in un testo sacro sanscrito: 'benchè sia nascosto in tutte le cose, il Sé non manifesta il suo splendore'." Il primo stadio, il velo, si manifesta nel fatto che non vediamo la luce bianca. Questo è ciò che si chiama il velo di maya. L' immagine che ci è dato di vedere è quella della luce bianca scomposta da un prisma nei colori dell'iride. Questo prisma è la Dea. A causa del potere che vela, il potere che oscura, la luce bianca non può giungere a noi.
2. Un potere che proietta impressioni e idee illusorie, oltre al desiderio e all'avversione ad esse correlate: come accade, ad esempio, quando di notte si scambia una corda per un serpente e ci si spaventa. Quando l'ignoranza (il potere che vela) ha nascosto il reale, l'immaginazione (il potere che proietta) crea il mondo fenomenico. E dunque leggiamo: 'Questo potere proiettivo crea tutte le apparenze, siano queste apparenze degli dei oppure apparenze del cosmo'. Sembra di sentire le parole di Platone... [9] Grazie al potere che proietta appaiono le forme. Il prisma è il velo, ma è anche il proiettore: allo stesso tempo, ferma la luce bianca e proietta i colori dell'iride. In questo secondo stadio, la luce bianca appare attraverso le forme del mondo. Se disponiamo un certo numero di colori su un disco e lo facciamo ruotare, esso apparirà bianco: è il potere di rivelare.
"Questi due poteri, quello che vela e quello che proietta, sono paragonabili al fenomeno della rifrazione di un prisma, che scompone la luce solare nei colori dell'arcobaleno. Gli stessi sette colori, disposti su un disco e fatti ruotare rapidamente, tornano a mostrarsi come luce bianca. Così, anche i fenomeni stessi, guardati in un certo modo, tornano a rivelare ciò che normalmente velano: ed in ciò consiste il terzo potere della maya.
3. Il potere di rivelare della maya, che l'arte e la scrittura, il rito e la mediazione hanno la funzione di far conoscere agli uomini. La funzione dell'arte consiste nel servire il potere rivelatore della maya. L'antica voce del mare, il pigolio dei ruscelli, (A questi l'inverno ha donato oro in cambio d'argento Per colorare le acque e verde erba in cambio di bruno per vestire le sponde) Da gole diverse intonano un solo linguaggio. Così, credo, se sapessimo ascoltare, oltre le divisioni del desiderio e del terrore, l'uragano dei popoli malati, la rabbia delle città affamate, troveremmo anche voci pure come quella di un bimbo; o simili al respiro di una fanciulla che danza sola in riva al mare, sognando di innamorati. Paura e desiderio sono anche l'angoscia dell'artista. Abbiamo bisogno di altra poesia che riveli ciò che il cuore è pronto a riconoscere. La prima funzione dell'arte è esattamente quella che ho già definito come la prima funzione della mitologia: trasportare la mente, nell'esperienza, oltre i guardiani-desiderio e paura- delle porte del Cielo, fino all'albero interiore della vita illuminata. Come dice il poeta Blake nel Matrimonio del Cielo e dell'Inferno, "Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all'uomo com'è, infinita. Ma la purificazione delle porte, l'eliminazione dei guardiani, quei cherubini con la spada fiammeggiante, è il primo effetto dell'arte, laddove il secondo, simultaneamente, è l'estasi di riconoscere in un solo capello mille leoni d'oro".>> [10]


I due Guardiani: Paura e Desiderio

I due Guardiani: Paura e Desiderio E' più chiaro adesso?- conclude il vecchio.
-Incredibile- commenta Alberto, assorto e rapito
-Ora è tempo che io vada- dice il Monaco alzandosi
-Ti rivedrò, Maestro?- gli chiede Alberto porgendogli il bastone e alzandosi a sua volta -Mi piace sentirmi allievo di uno spirito eletto come te!-
-Quando l'allievo è pronto, il Maestro arriva- è la pronta risposta.
Alberto osserva con ammirazione l'altera figura del Monaco che si allontana lentamente, con movimenti armoniosi e misurati, finchè non scompare dietro una duna "E' proprio un grande" commenta Alberto fra sé e sé. Sono stato fortunato a incontrarlo", e si incammina verso la sorgente, iniziando a leggere i fogli di Lucia.
<<Quello che comincio a vedere e' l'interpretazione di quello che ho voluto nascondere per anni e la mia 'archiviazione bucolica'(che pure ha funzionato benissimo) comincia a perdere qualche colpo. Insomma e' un po' doloroso! Allora, sono anche io un metallo (ma forte o debole?), scusa ma io in termini di meridiano ancora non riesco a ragionare; infatti in questo periodo per me di grande stanchezza ma anche di grandi soddisfazioni (finiro' per parlarti di quello che rappresenta la mia casa per me), qualunque disturbo io abbia e' riconducibile al metallo: partiamo? Da quando ho fatto la mia prima profilassi per la meningite (che mi ha procurato una valanga di problemi in quanto mamma - metallo -dei miei meravigliosi ragazzi) il contatto con l'acqua (H2O o movimento?) mi provoca delle grandiose dermatiti!! Poi il freddo (acqua?!) scatena in me da un lato una fastidiosa laringo-faringo-tracheite con disfonia e talora anche broncospasmo, dall'altro dei brividi anche violenti; io sento il freddo che entra, io assimilo e raccolgo il freddo, e me lo tengo dentro (da qui potremmo anche forse iniziare un discorso di anestesia emotiva per alcuni aspetti della mia vita). Vogliamo anche parlare di grosso intestino? da sempre a poussées, ma da un anno e mezzo stabilmente ho una fastidiosissima intolleranza (documentata anche con esami di medicina occidentale)ad alcuni alimenti (pomodori, forse patate, probabilmente conservanti, sicuramente tutti i derivati del latte (madre, terra)di mucca, anche se e' tutto ok con il latte e derivati di pecora e capra). Questo fatto ha contribuito ulteriormente alla chiusura del mio carattere, sempre piu' autunno e raccolta, ma anche allo sviluppo di nuove... percezioni: e' come se il chiudermi mi abbia procurato una straordinaria (intesa come fuori dall'ordinario) sensibilita' nel 'captare' il mondo intorno a me, che molte volte ormai mi ha messo in situazioni di grande confusione, disagio e anche sofferenza, perche' io gia' sapevo cosa sarebbe successo, le sensazioni che stava provando chi mi stava vicino..........mio marito sdrammatizza e dice che sono una strega... E per finire almeno per il momento con il metallo, io da anni non riesco assolutamente a portare pesi (nemmeno leggerissimi) sulla spalla sinistra. Quello che invece non esce e' la percezione dei meridiani, soprattutto quelli Curiosi: non mi salta fuori nulla! Ho invece un ricordo del meridiano di fegato che un collega aveva punto anni e anni fa, in epoca 'non sospetta', in corso di un trattamento per la mia emicrania sinistra; proprio nel corso della seduta (mi ero presentata in pieno benessere)ho avuto l'aura, ne ho parlato con il collega, lui mi ha punto credo un 1F e io ho proprio avvertito una 'corrente' che mi ha attraversato il lato mediale dell'arto inferiore (era il sinistro come l'emicrania) e che si e' 'persa' nel mio torace. L'aura e' scomparsa immediatamente o meglio si e' dissolta (mai mai mai mai mai successo con farmaci occidentali anche 'potenti')e per quella volta l'emicrania non si e' vista!>>
Terminata la lettura, Alberto si siede su un tronco d'albero caduto, e butta giù due appunti di risposta sul retro dei fogli di Lucia.
<<Acqua esaurisce Metallo, che se è già debole risponde con pelle (dermatite) e bronchi (tracheiti, broncospasmo). Poi: il Metallo debole sente che l'acqua lo esaurisce e si difende come può (autochiusura, "anestesia emotiva", non voler "vedere", ossia alterazioni oculari). L'alimentazione: la patata è terra (com'è il tuo ruolo di madre? e il rapporto con TUA madre?). Il latte è terra. La spalla: è Metallo, e la sinistra è il maschile, quindi il padre: vuol dire che stai cercando la tua dimensione di donna e madre, rifiutando ruoli (pesi) maschili che non ti competono. Il Metallo sofferente si difende ANCHE aumentando la sensibilità: "implode", si chiude in se stesso anzichè proiettarsi all'esterno (che è un'azione del Fegato, quindi occhi, ma anche bue: quindi intolleranza al latte solo della mucca, perchè la capra e la pecora sono Fuoco, che non è lesionato). Come vedi, il "brain storming" funziona!>>
Finito di scrivere, Alberto si accorge che il sole è ormai basso sull'orizzonte, e i suoi raggi aranciati infuocano le cime dei monti.
"E' ora di tornare, tra poco si cena" pensa Alberto alzandosi e mettendo via la penna.
Prima di cena, Alberto cerca Lucia e le consegna i fogli, non senza metterla al corrente dell'incontro col Monaco Errante. Lucia si mostra contenta che anche Alberto abbia incontrato un personaggio così carismatico, e lo informa che dopo cena continuerà ad approfondire quelle meditazioni.
-Anche perché- conclude Lucia con un sorriso -il ferro va battuto finchè è caldo-
-Giusto- conferma Alberto -non bisogna lasciarsi sfuggire l'ispirazione-

CONTINUA...

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